PROGETTO  PARKINZONE

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Parkin Zone è una onlus che affianca le persone affette dal morbo di Parkinson e da altre malattie neurodegenerative usando il teatro quale forza per superare il disagio.

 

 

 

Il gruppo ParkinZone nasce nel maggio del 2004 ed è costituito da pazienti affetti da patologie degenerative del sistema nervoso centrale (quali malattia di parkinson, sindromi parkinsoniane complicate ed altre);  da attori della compagnia Klesidra di Roma, da fisioterapisti , medici e familiari dei pazienti.

L’ iniziativa nasce dalla convinzione che il teatro possa offrire alle persone con gravi difficoltà neurologiche un supporto importante dando loro gli strumenti per combattere la malattia e migliorare la qualità della vita .

L’idea di una fusione tra la ricerca medica e la ricerca teatrale nasce da Nicola Modugno, neurofisiologo, che  in collaborazione con Klesidra-teatro e la regista Imogen Kusch ha dato vita al gruppo.   

 

Chi lavora per questo progetto ?

Nicola Modugno, neurologo, (IRCCS Neuromed/ Università di Roma ‘La Sapienza’) per l’associazione ParkinZone

Imogen Kusch, regista, per l’associazione Klesidra.

Francesca Olivi, attrice

Silvia Mazzotta, attrice

Maria Grazia Fiorilli, fisioterapista e teatro-terapista

Rafaella DAvella, attrice

Gianluigi Fogacci, attore

Roberto Ciccone fisioterapista IRCCS Neuromed.

Ramy Lorenco, fotografo

Andrea Mieli, Toni Formighella, Sergio Ferrari musicisti

Prof. Mario Manfredi (Professore di Neurologia dell’Università di Roma ‘La Sapienza’ e Coordinatore scientifico del Dipartimento di Neuroscienze dell’IRCCS Neuromed).

 

Sostienici

 

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Intestato a : associazione o.n.l.u.s. Parkin-zone

                     via sesto rufo n.42, 00136 Roma.                     

 

 

Premessa.

 

Le patologie degenerative del sistema nervoso centrale (SNC) quali la malattia di Parkinson, le sindromi parkinsoniane complicate, le demenze, le epilessie farmaco-resistenti complicate e tutte le restanti sindromi degenerative che determinano disturbi del movimento, deficit cognitivi e manifestazioni accessuali che inficiano l’autonomia personale, costituiscono una fonte di disagio familiare, sociale ed economico.

 

Qui dovremmo premettere che fino ad ora ci siamo occupati su vasta scala di pazienti affetti da parkinson ma che abbiamo l’intenzione di rivolgerci in futuro anche alle altre patologie specificate sopra.

Successivamente specificare che cio accingiamo a parlare di pazienti affetti da parkinson

 

I pazienti progressivamente perdono la loro autonomia nella vita quotidiana e diventano sempre piu dipendenti dai familiari.

Dall’osservazione clinica si è potuto constatare l’entità della sintomatologia motoria e quali siano le conseguenze di questa, tuttavia questi non costituiscono l’unica problematica.

I deficit cognitivi associati, come la demenza, la depressione e i disturbi dell’umore e del comportamento e l’apatia, che in genere compaiono dopo alcuni anni dalla insorgenza dei primi sintomi, prendono progressivamente il sopravvento sulla sintomatologia iniziale, che comunque continua la sua progressione.

Tali deficit costringono i pazienti ad una vita essenzialmente domestica caratterizzata da perdita di interessi ed attività, a totale carico dei familiari con necessità di assistenza continuativa.

Dopo alcuni anni essi rappresentano una fonte di perdita di serenità e dinamiche familiari, di spesa socio-sanitaria con gravi ripercussioni sull’economia familiare, delle comunità ed infine del Sistema Sanitario Nazionale.

In questa fase diventa fondamentale il ruolo della riabilitazione, attraverso la quale si produce un  recupero clinico e funzionale che ha, tuttavia, una modesta efficacia e una breve durata nel tempo.

 

Un approccio riabilitativo integrato da discipline artistiche quali l’attività teatrale o figurativa si è già rivelato significativamente efficace, anche nel tempo, nell’assistenza e talora nel recupero di pazienti affetti da patologie psichiatriche e neuropsicologiche.

Sulla base di queste esperienze abbiamo creato un laboratorio teatrale gestito da attori professionisti diretti da un regista di teatro, destinato a un gruppo di pazienti affetti da malattia di Parkinson e sindromi parkinsoniane complicate ed una paziente affetta da epilessia farmaco resistente divenuta emiplegica dopo intervento neurochirugico per epilessia. Tutti i pazienti avevano un diverso grado di disabilità fisica e diminuzione dell’autonomia.

 Il laboratorio ha dato vita a uno spettacolo teatrale di elevata qualità artistica e di grande interesse medico-clinico.

Il graduale inserimento di questi pazienti nella realtà della recitazione e in quella teatrale si è rivelato una fonte di graduale recupero dei deficit funzionali cognitivi e motori di questi pazienti, con una significativa ricaduta sul benessere comune e sul risparmio economico.

 

La nascita di un gruppo di pazienti così eterogenei è estremamente importante anche per l’aggregazione dei familiari che accompagnano i pazienti nelle giornate del laboratorio. I familiari hanno infatti potuto osservare il lavoro teatrale e quello riabilitativo, potendo confrontare le loro esperienze quotidiane e comprendendo maggiormente le dinamiche legate a questa patologia. Questo è di sicuro un grande aiuto nella gestione dei pazienti nel loro domicilio.

 

 

Sintesi delle attività.

 

 

Laboratori

 

ParkinZone/Klesidra cura da quattro anni il gruppo di Pozzilli, che si incontra due volte al mese per due giorni per fare attività di laboratorio e preparare gli spettacoli.

 

ParkinZone/Klesidra cura da  aprile 2008 laboratori settimanali per malati di Parkinson e altre malattie degenerative a Roma.

 

ParkinZone/Klesidra cura un laboratorio pensato per pazienti ricoverati alla clinica Neuromed di Pozzilli. Ai pazienti viene data, una volta a settimana, la possibilità di partecipare, nella palestra della clinica, a un incontro di 3 ore con i terapisti.

 

I gruppi di lavoro sono costituiti da attori, una regista, due fisioterapisti, due medici, i pazienti e i loro parenti.

 

Attività durante il laboratorio:

- esercizi di respirazione e ginnastica specifica

- tecniche di rilassamento attraverso la musica

- giochi di gruppo per stimolare la comunicazione tra pazienti

- Racconti’: i pazienti imparano a raccontarsi

- esercizi di improvvisazione, i pazienti simulano delle scenette inventate da loro o suggerite dai pazienti

- Scrittura’: i pazienti sono invitati a scrivere.

- Preparazione, spiegazione e studio del testo teatrale.

- Prove e rappresentazione dello spettacolo.

- Scale di valutazione clinica delle funzioni cognitive e motorie dei pazienti.

- Riunioni con i familiari per la discussione di temi liberi

 

Obbiettivi dei laboratori :

- aiutare i pazienti nell’accettazione della malattia.

- stimolare i pazienti a muoversi e a fare ginnastica.

- stimolare i pazienti all’espressione attraverso il corpo e la parola

- aiutare i parenti dei pazienti ad accettare la malattia

- alleviare i sintomi collaterali della malattia (depressione, apatia)

- introdurre i pazienti al lavoro teatrale

- stimolare i pazienti a parlare e comunicare con altri pazienti affetti da malattie simili

- creare degli spettacoli insieme ai pazienti

.

 

Materiale di divulgazione

ParkinZone/Klesidra cura le riprese video di tutti i laboratori e degli spettacoli, sviluppando poi il materiale da essere divulgato. (Vedi video ParkinZone) Inoltre, si occupa di una vasta documentazione scritta ai fini divulgativi.

 

Spettacoli

ParkinZone/Klesidra sviluppa insieme ai pazienti degli spettacoli che sono risultato dei laboratori.

 

I laboratori di teatroterapia ParkinZone 

 

L'iniziativa nasce dalla convinzione che il teatro possa offrire alle persone con gravi difficoltà neurologiche un supporto importante dando loro gli strumenti per ricostruire la propria identità colpita dalla malattia. Crediamo che estendere ai pazienti le regole dell'arte della recitazione e assieme la compartecipazione dei meccanismi della finzione possa essere un importante atto terapeutico oltre che didattico.

 

Per tutte le patologie neurologiche che costringono il paziente a destrutturare la propria identità pubblica e privata è di primaria necessità trovare nuovi modi di 'proporsi' a se stesso e al prossimo. Ci sembra che questa esperienza di teatroterapia abbia aiutato in modo evidente ed efficace i pazienti a riscoprire lati di sé non più considerati e ad imparare a conoscersi in modo creativo ed espressivo.

 

Il Parkinson costringe lla tuindividuo a limitare le proprie capacità motorie e psichiche e quindi a non essere più padroni del proprio corpo e della propria naturale espressività. Attraverso il teatro si acquista invece la possibilità di utilizzare ciò che la malattia impone, come mezzo esclusivo dell’espressione di sé. D’altra parte il teatro permette anche di identificarsi in altro che sé-stessi, dando quindi la possibilità di uscire dal quotidiano.

 

Il gruppo ParkinZone di Pozzilli (Venafro)

 

I pazienti sono diventati attori da subito, connotati dall'esuberante voglia di esprimersi, propria di chi nella vita ha poca possibilità di farlo. Infatti, ognuno nella propria forma, ha dato generosamente se stesso attraverso l’apertura agli altri, le invenzioni linguistiche, la fatica fisica, la solidarietà, i propri scritti, le invenzioni sceniche i sorrisi.

 

Tutto questo lavoro è confluito nello spettacolo Parkin-zone, che si è tenuto a Venafro, a Isernia e Napoli. Attraverso questo spettacolo si è potuto incrementare il senso corale del gruppo e l'affiatamento: ciò ha permesso ai pazienti di conoscersi, confrontarsi tra loro e a cominciare ad accettare con più facilità la propria malattia. Il teatro infatti è anche, e sopratutto, arte d'insieme. In questo modo la solitudine e il senso di isolamento prodotto dal Parkison vengono attutiti e in alcuni momenti vinti dal lavoro comune in palcoscenico.

 

Lo spettacolo Parkin-zone è visto da noi come una prima tappa di un percorso che è appena agli inizi. E stato molto importante per tutti noi mantenere una continuità negli incontri. Soprattutto per i malati che poi, rientrando a casa, si trovano a dover affrontare le difficoltà di ogni giorno e a scontrarsi con la realtà della loro condizione, i laboratori di  teatroterapia vogliono essere un luogo da dove attingere e nel quale ritrovare le proprie energie.

 

 

 

Obbiettivi

 

Il nostro principale obbiettivo è la costruzione di un centro medico/artistico polivalente per i malati di Parkinson e di tutte le altre malattie neurodegenerative. Le attività artistiche (teatro, musica, disegno, pittura) saranno svolte giornalmente e hanno il compito di riportare i pazienti a una vita sociale più completa e di migliorare la coscienza della propria malattia, alleviando così notevolmente le sofferenze ed i sacrifici che queste patologie comportano.    

Obbietivo di tale progetto è inoltre il sostegno dei parenti che qui si potranno incontrare e aiutarsi tra loro, sviluppare una conoscenza più approfondita della patologia e delle reali necessità dei malati e , speriamo, ad apprendere nuove metodologie di assistenza.

Crediamo che con lo sviluppo e la realizzazione di tale progetto si possa porre la base per la creazione di altri centri specializzati per il recupero, aggregazione e convivenza dei pazienti neurologici con possibilità di graduale reinserimento sociale e lavorativo, sempre nel rispetto dei limiti imposti dalla patologia. 

Attraverso queste strutture che sfruttano tecniche di riabilitazione di tipo teatrale, figurativo o musicale, riteniamo di poter ottenere un significativo miglioramento delle condizioni cliniche motorie, cognitive e comportamentali (come la diminuzione della perdita di autonomia e del grado di dipendenza) dei pazienti affetti da patologie neurologiche degenerative e complicate.

La riuscita di questo progetto potrebbe aiutare a restituire una vita sociale più vicina a quella antecedente alla malattia ed in alcuni casi anche migliore, non solo ai pazienti ma anche ai loro familiari. La miglior capacità di gestione dei pazienti stessi può trovare un risvolto pratico nella vita quotidiana sia dei pazienti che dei loro familiari che vengono in questo modo maggiormente in contatto con la patologia ed il suo mondo relativo .

Questi risultati permetterebbero, infine, una drastica riduzione delle spese assistenziali in termini di risparmio di controlli clinici ambulatoriali, ospedalieri, riabilitativi e strumentali, di miglior gestione delle terapie farmacologiche con riduzione degli usi inappropriati e degli abusi di farmaci e di miglioramento dell’offerta assistenziale del Sistema Sanitario Nazionale.

I pazienti affronterebbero la vita con nuovi obiettivi, con maggiori capacità nella gestione delle proprie energie e capacità e con una maggiore forza per combattere la apatia che li affligge. La totale riuscita del progetto risiede comunque nella continuità temporale. Per questo la nascita di un centro residenziale per i pazienti che vedrebbero alternarsi le diverse figure professionali coinvolte, i diversi progetti artistici ed occupazionali per i pazienti  con un conseguente ritorno economico e di immagine per l’ente promotore.

 

                                      

 

      

 

 

 

 

     

 

  

 

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