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Il buon dio di Manhattan
Da un radiodramma di Ingeborg Bachmann

Informazioni

regia: Imogen Kusch

Con
Nicola Siri (il buon Dio)
Elena Felloni (giudice)
Silvia Mazzotta (Jennifer)
Gianantonio Martinoni (Jan)
Giorgio Santangelo (Billy)
Alexandra Filotei (Frankie)
Paolo Alessandri (barman)
Federico Mieli (poliziotto)
Francesco Eleuteri (barbone)
Francesca Olivi (zingara)

Musiche:
Methel & Lord

Collaborazione scenografica:
Logical Space

Disegno Luci:
Edoardo Sabelli

La critica

Il Cartellone del Buon dio di Manhattan
Il Messaggero


Molti autori europei del dopoguerra producevano per l’unico mezzo d’informazione e d’intrattenimento ancora funzionante tra le macerie desolanti del Terzo Reich: la radio. Nella messa in scena del „Buon Dio di Manhattan“ le macerie tornano; quelle di New York. I personaggi vagano per uno spazio che evoca con i suoni e l’immaginario comune il ponte di Brooklyn, i grattacieli, il caldo afoso, la gente, le voci.
Uno spettacolo, che, scritto nel 1958, oggi, più che mai, descrive il conflitto tra potere e sentimenti e tra ragione e passione.
Ambientato nella città delle città “…che nella sua frenesia, nella sua agonia, accoglieva ognuno,e in cui tutto poteva attecchire! Tutto. Anche questo”. ‘Il buon dio di Manhattan’ è un viaggio nel profondo della coscienza occidentale che solo nella confusione e nell’inno al maggior profitto sopravive.

A Manhattan è una giornata caldissima. In un tribunale un giudice ascolta un uomo accusato di pluriomicidio. Lo chiamano ‚Il buon Dio di Manhattan‘, ed è lui che con l’aiuto dei suoi ‚scoiattoli/soldati‘ ha assassinato giovani coppie di innamorati perché convinto di migliorare la società, liberandola di quella che lui definisce „…una cosa che è meglio non sentire”, ossia il contenuto eversivo dell’amore totalizzante.. Mentre il buon Dio ci racconta la sua versione dei fatti e ci spiega i suoi moventi, ci spostiamo nelle strade di Manhattan, sui grattacieli, sul ponte di Brooklyn e nei bar notturni, dove Jenifer e Jan, gli amanti, s’imparano a conoscere e s’innamorano. Pregni del senno di poi, i due amanti, condotti dal buon Dio e dai suoi scoiattoli, imboccano la strada del non ritorno. Ma nell’ultimo attentato qualcosa è andato storto e solo lei pagherà con una tragica fine la sua sete di assoluto
Il giudice e con lui la giuria, ossia il pubblico, ascolterà il buon Dio e osserverà gli amanti, riconoscendosi in tutti e due …
Il buon Dio: “Non si dice forse che i veri colpevoli non sono sempre gli assassini ma talvolta gli assassinati?”

"Il buon Dio di Manhattan" è stato rappresentato dal 10 al 25 novembre 2001 al Teatro Tirso di Roma all'interno della stagione teatrale 2001/2002 organizzata da Marte 2010.

 

Lo spettacolo è nel repertorio della compagnia e per informazioni su costi e esigenze tecniche scrivere a

info@klesidra.org